Oggi celebriamo la Giornata Mondiale di Preghiera per la Cura del Creato. Essa segna l’inizio del “Tempo del Creato” – osservato dai cristiani di diverse Confessioni – il cui tema quest’anno è “Acqua viva”. Come ho ricordato nel Messaggio per questa Giornata, la cura della nostra “casa comune” richiede una conversione del cuore, affinché ciò che è stato usato per portare distruzione possa invece essere orientato alla vita. Invito tutti a unirsi, in preghiera e azione, affinché possiamo farci canali di acqua viva della pace di Dio, che dona ristoro al nostro mondo ferito.
Stasera diamo inizio al #TempoDelCreato, periodo di cinque settimane dedicate alla preghiera e all’impegno nella cura della “casa comune”. Dalla contemplazione del creato e dall’incontro con il Creatore nasce la coscienza del nostro posto speciale all’interno del meraviglioso piano di Dio e della nostra responsabilità personale e collettiva nella custodia dell’armonia originale.
La Chiesa non può rimanere passiva né indifferente a ciò che accade nel mondo, ma è chiamata a camminare insieme all’umanità, soprattutto alla luce dei rapidi e profondi cambiamenti che si stanno verificando.
Non abbiate paura di seminare senza vedere subito i frutti. La semina appartiene a voi; la crescita appartiene a Dio. Nessun gesto compiuto nel nome di Cristo è inutile.
Senza fede, ognuno potrebbe sentirsi solo e sospettare degli altri, vedendoli come estranei e nemici. Per grazia, siamo invece fratelli e sorelle che possono andare d’accordo: incontrandosi, perdonandosi e ascoltandosi nel Signore.
Il mio cuore si unisce alla sofferenza della popolazione in #Ucraina, che da anni vive nell’angoscia e nella paura. Rivolgo un nuovo appello a mettere fine alla violenza, a fermare la distruzione, ad aprire i cuori al dialogo e alla #pace! Auspico che gli sforzi intrapresi in questi giorni per riprendere i negoziati portino frutti concreti e aprano lo spazio alla diplomazia. #PreghiamoInsieme al Signore, affinché prevalga la concordia in tutti i conflitti del mondo.
In Gesù Cristo, Dio ha scelto le più umili condizioni storiche e la più umile delle creature, Maria, per manifestare l’originalità del suo Regno, in cui la prepotenza non ha posto e l’onnipotenza è creazione, servizio e cura della vita.
Celebriamo oggi la nascita di una bambina chiamata a diventare la Madre del suo Creatore, la Madre di Dio. Eppure, nasce semplicemente una bambina, come le figlie e le nipoti che teniamo in braccio. Abbiamo per lei titoli nobili e altissimi, di Signora e Regina, ma la via di Dio è stata e rimane più semplice e silenziosa, eppure non meno potente e trasformativa. È la via di Gesù stesso.
Ogni persona è pensata e voluta da Dio per entrare in una storia di comunione con Lui, con gli altri e con il creato. La sua dignità non dipende dalle capacità che possiede, dalle ricchezze o dal ruolo che ricopre, dalle scelte giuste o sbagliate che compie, ma è un dono che la precede e la eccede, posto da Dio come espressione del suo amore che non viene mai meno.
Signore della Vita, ci hai donato l’acqua, fonte di fecondità, freschezza e speranza. Essa disseta, feconda la terra e cura le ferite. Guardiamo con dolore tanti fratelli e sorelle senza acqua potabile, che percorrono chilometri per trovarla, e si ammalano per la sua scarsità. Perdonaci per averla trasformata in merce, dimenticando che è un dono universale, un diritto senza confini, destinato a tutti i tuoi figli.