Ho realizzato un breve componimento per un concorso poetico di beneficienza in Italia.
Il tema del concorso era "suoni, colori e sapori della felicità".
Ho scritto quello che mi passava per la mente esprimendomi liberamente, mai avrei pensato di ricevere un premio dal sindaco del paese!!
È stata un'esperienza bellissima e sono contenta che le mie parole abbiamo raggiunto il cuore degli italiani.
Grazie mille ha Chiara che mi ha proposto di partecipare all'evento.
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Amo il suono dell'acqua pura che scorre nelle sorgenti, mi rilassa e mi calma. Il suono dell'acqua che si infrange contro le rocce invece, mi fa sentire la forza della vita. Il Giappone è un paese ricco di acqua, acqua che da una parte rende la vegetazione rigogliosa e abbondante il raccolto, ma d'altra parte è spesso causa di catastrofi naturali. La prima volta che ho visitato il Tohoku ho potuto constatare il profondo contrasto tra il paesaggio delle città di mare che portano ancora i segni dello tsunami e la natura intatta delle montagne.
Il suono delle foglie, dell'acqua, sono quei suoni che mi rigenerano nei momenti di tristezza.
Il gusto che amo è quello del riso. E' affascinate come cambia il paesaggio delle risaie di stagione in stagione. Il riso, indispensabile per il popolo giapponese, riso che spesso si dice non abbia un sapore proprio, ma che invece è caratterizzato da una gamma di gusti estremamente varia. Mia madre da bambina mi diceva sempre che se il riso lo mastichi tanto diventa dolce. In realtà era un modo per stimolarmi a masticare di modo che digerissi bene. L'amore delle madri per i propri figli è un qualcosa che trascende le lingue e le culture, come la cucina fatta in casa che preparano le mamme italiane.
Il colore della felicità per me è il “non colore”, il trasparente. Il mondo che si vede attraverso l'acqua varia continuamente prendendo mille colori, dando vita a un “non colore” unico, solo mio.
Per me il colore trasparente vuol dire vivere la vita con un cuore trasparente. Questa per me è la strada verso la felicità.