Ciao a tutti.Oggi riprendo a parlarvi della gita organizzata a Hiruzen dall'Istituto Linguistico Italiano di Osaka. Per l'esattezza vorrei parlarvi delle ottime pietanze che ci sono state presentate su piatti di ceramica siciliana allegri e colorati. Come antipasto bruschetta con pomodori gialli e rossi, melanzane e formaggio siciliano, salame al pistacchio e pomodorini secchi.Si e' passati poi a tre pizze tipiche di Ragusa che si chiamano "scacce" fatte con uvetta e spinaci; caciocavallo ragusano, salsiccia e cipolla; pomodoro e formaggio. La pasta era condita con menta, mandorle tritate e pomodoro; questo e' un piatto tipico di Ragusa fresco e leggero , proprio per l'estate.Come secondo invece carpaccio di tonno; e per finire sorbetto al limone, mousse di yogurt e cioccolata di Modica. La cena e' stata accompagnata da dell'ottimo pane fatto in casa. A colazione oltre a uova strapazzate, insalata e salsicciotti, un piatto tipico siciliano estivo e mattutino: la granita con la brioche. Per chi non lo sapesse in estate in Sicilia c'e' l'abitudine di fare colazione con granita e brioche. Per me, siciliana, e' stata una sorpresa graditissima. A pranzo siamo andati a mangiare ricotta fresca di pecora e pane casereccio fatto proprio nella zona. Tutte le pietanze erano squisite e la soddisfazione e' stata generale. Alla prossima volta con un altro argomento. Ciao.
Ciao a tutti. Rieccomi,a parlarvi questa volta del viaggio a Hiruzen, organizzato dall’Istituto Linguistico Italiano di Osaka il 21 e 22 luglio 2012. Ci siamo fermati alla Locanda Peter Pan, gestita da Lucio Schembari e la sua famiglia giapponese.Totalmente circondati dal verde e dalla tranquillita’, dalla totale oscurita’ notturna, che ci ha permesso di vedere un cielo stellato come in citta’non potremmo, da pietanze siciliane, ragusane per l’esattezza, presentate su piatti di ceramica siciliana, dal calore e dalla gentilezza dello staff. Un’esperienza unica e indimenticabile di cui vi parlero’ in piu’ riprese. Alla prossima volta. Ciao!
Ciao a tutti. Oggi voglio parlarvi della citta’ di Amalfi , divenuta popolare in Giappone dopo un film giapponese ambientato proprio in questa citta’. Amalfi è un comune italiano di 5.317 abitanti della provincia di Salerno, in Campania. Dal 1997, la Costiera amalfitana, è stata dichiarata dall'Unesco, Patrimonio dell'Umanità. La sua fondazione risale al tempo dei Romani. Prima ,in ordine cronologico, fra le repubbliche marinare, a partire dal IX secolo, rivaleggiò con Pisa, Venezia e Genova per il controllo del Mar Mediterraneo. Il Codice Marittimo di Amalfi, meglio noto col nome di Tavole amalfitane, ebbe una grande influenza fino al XVII secolo. Amalfi raggiunse il massimo splendore nell'XI secolo, dopo il quale comincio’ una rapida decadenza; nel 1131 fu conquistata dai Normanni e nel 1135 e 1137 saccheggiata dai pisani. Nel 1343, poi, una tempesta a cui segui’ un maremoto, distrusse gran parte della città. Il più celebre monumento di Amalfi è certamente il Duomo in stile arabo-siciliano ed attualmente dedicato a Sant'Andrea, patrono della città. L'attuale edificio risulta da sovrapposizioni ed affiancamenti di varie chiese di varie epoche. Il primo edificio dedicato al culto cristiano, fu una chiesa paleocristiana risalente al VI secolo d.C., che, come in molti casi analoghi in tutta Italia, probabilmente sostituiva un tempio dedicato a divinità romane. Tra il VI ed il IX secolo d.C., la prima Cattedrale eretta sulla precedente paleocristiana, fu dedicata alla Santissima Maria Assunta, prima protettrice di Amalfi. La Chiesa attuale dedicata a Sant'Andrea risale al IX secolo d.C., fu costruita a fianco della precedente e comunicante con la stessa, ad essa furono fatte aggiunte successive in epoca medievale e barocca ,come il Campanile,l'altare di Sant'Andrea e il Chiostro del Paradiso. Per tradizione, ogni anno un equipaggio di vogatori amalfitani partecipa alla Regata delle Antiche Repubbliche Marinare, sfidando le città di Genova, Pisa e Venezia. Amalfi e’ famosa anche per l’invenzione della bussola, attribuita a un certo Giovanni Gioia. Particolarmente fiorente nella storia della città, è l'industria cartaria, legata alla produzione della pregiata carta di Amalfi. In città infatti è possibile visitare il Museo della Carta di Amalfi.Alla prossima volta con un altro argomento .Ciao!
Ciao a tutti. Oggi voglio parlarvi della piadina romagnola, un piatto semplice e tradizionale della regione Romagna. La piadina romagnola è composta da una sfoglia di farina di frumento, strutto (o olio di oliva), sale e acqua, che viene tradizionalmente cotta su un piatto di terracotta, detto teglia (teggia in romagnolo), ma oggi più comunemente viene cotta su piastre di metallo oppure su lastre di pietra refrattaria chiamate "testo" (test in dialetto). Fin dagli antichi Romani ci sono tracce di questa forma di "pane". La prima testimonianza scritta della piadina risale all'anno 1371. I prodromi dell'odierna piada possono essere individuati anche in una focaccia a base di farina di ghianda ed altre farine povere in uso in tempi antichi nel territorio del Montefeltro.L'etimologia della parola è incerta; i più riconducono il termine piada (piê, pièda, pìda) al greco πλακούς, focaccia. Originariamente, in effetti, è una schiacciata lievitata e ben condita cotta nel forno. In seguito (dal Cinquecento all'Ottocento), mentre assume la forma attuale, altro non è che un surrogato del pane confezionato con ingredienti per lo più vili e impanificabili (spelta, fava, ghianda, crusca, mais, ecc.). In ebraico pat, che significa "pagnotta" o "pezzetto", o "pide" in turco hanno delle somiglianze linguistiche con il termina piada. È facile pensare, nel caso della piadina, al pane in uso presso l'esercito bizantino, di stanza per secoli in Romagna, nel nord delle Marche (fino a buona parte della provincia di Ancona), e nella valle umbra attraversata dalla via Flaminia. La piadina spesso viene piegata a metà e farcita in vario modo: con pezzi di salsiccia cotti alla brace o alla piastra e cipolla; con affettati vari di suino; con la porchetta; con rucola e squacquerone; con erbette o verdure gratinate; con crema gianduia, confetture o Nutella. Il cassone o cascione o crescione (in romagnolo carson o casòun) è una tipica preparazione basata sulla piadina dove la sfoglia viene farcita, ripiegata e chiusa prima della cottura. La farcitura di erba crescione, ne darebbe il nome: questa erba - di per sé già saporita - poteva venire ulteriormente insaporita con aglio, cipolla, o scalogno. Oggi le farciture più comuni, con variazioni da luogo a luogo, sono: alle erbe, chiamato anche 'cassone verde', (può trattarsi di spinaci e/o bietole, e nel riminese anche 'rosole' (papaveri) macerate nel sale), con o senza ricotta e formaggio grattugiato; con una base di mozzarella e pomodoro abbinata o meno con salumi, e chiamato anche 'rosso'; con zucca e patate, spesso arricchite di salsiccia o pancetta. Alla prossima volta con un altro argomento.Ciao!
Ciao. Oggi vi parlo ancora di Bologna, dove e' nata la prima universita' italiana. L'Archiginnasio di Bologna è uno dei palazzi più importanti della città di Bologna. Si trova nel cuore del centro storico, fu sede dell'antica Università ed è ora sede della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio. Fu costruito tra il 1562 e il 1563.Il palazzo è strutturato in due piani con una corte interna . All’interno dell’Archiginnasio si trova il teatro anatomico che fu costruito nel 1637. Questo era una sala dedicata allo studio dell'anatomia a forma di anfiteatro, costruita in legno d'abete, soffitto a cassettoni, e decorata con statue. Le statue che decorano le pareti rappresentano medici dell'antichità e dell'eta' moderna. Le due statue principali, alla destra dell'entrata, raffigurano Ippocrate e Galeno, rispettivamente il più importante medico greco e il più importante medico romano. Una statua interessante, raffigura un medico che regge in mano un naso: si tratta del bolognese Gaspare Tagliacozzi, precursore della rinoplastica. Al piano superiore del palazzo sono collocate anche le antiche sale di studio dei legisti (studenti di giurisprudenza) e degli artisti (studenti di altre materie): le corrispondenti aule magne sono la Sala dello Stabat Mater e la Sala di Lettura dell'odierna Biblioteca Comunale. A testimonianza della lunga storia universitaria del palazzo, è rimasto un enorme complesso araldico murale,che si compone di 7.000 stemmi studenteschi e iscrizioni in onore dei professori.L'edificio cessò la sua funzione universitaria nel 1803. A partire dal 1838 è sede della Biblioteca Comunale dell'Archiginnasio, la più grande dell'Emilia-Romagna.Alla prossima volta cn un altro argomento.Ciao!